Archive for the ‘carta | paper’ Category

Super carta

Thursday, October 23rd, 2008

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Un nuovo tipo di carta più resistente della ghisa potrebbe presto rivoluzionare molti aspetti della vita quotidiana. Il supermateriale è stata realizzato nei laboratori dello Swedish Royal Institute of Technology di Stoccolma a partire da comune cellulosa. Nei normali processi industriali questa sostanza viene estratta dal legno con trattamenti meccanici che ne danneggiano irrimediabilmente le fibre, conferendo alla carta le sue ben tradizionali caratteristiche.
Lars Belgrund e i suoi colleghi hanno risolto questo problema eliminando ogni “maltrattamento” della cellulosa dal processo produttivo: il legno viene sottoposto all’azione chimica di enzimi e all’azione meccanica di particolari batteri che scompongono le fibre senza danneggiarle. In questo modo si ottengono fibre perfettamente integre sospese in acqua, che una volta disidratate si aggregano spontaneamente tra loro dando vita a superfici di “nanocarta” ultra resistente.
La resistenza della supercarta è dovuta alle caratteristiche dinamiche dei legami che si instaurano tra le nanofibre: pur essendo unite saldamente tra loro sono libere di scivolare l’una sopra l’altra così da dissipare tensioni e stress meccanici. Secondo Belgrund questo materiale potrà essere utilizzato con successo in numerosi ambiti: sia come materiale di rinforzo per applicazioni civili e industriali sia come base per la realizzazione di tessuti biocompatibili e protesi.
E se la Svezia è all’avanguardia nella ricerca cartiera, gli Stati Uniti non stanno a guardare: un team di ricercatori del MIT ha messo a punto un nuovo materiale in nanofibra che, pur avendo le sembianze della comune carta, ha una straordinaria capacità di assorbire olii e combustibili dispersi in acqua. Un kg di questa speciale carta assorbe infatti fino a 20 kg di petrolio, può essere riciclata e consente di recuperare ciò che ha assorbito. Questo materiale è ottenuto da un mix di nanofibre derivate dal potassio, capaci di assorbire selettivamente i liquidi idrorepellenti, come gli idrocarburi, dispersi nell’acqua. La carta superassorbente viene prodotta con un processo del tutto simile a quello utilizzato per la carta comune: le nanofibre vengono assemblate in acqua e poi disidratate. I micropori presenti nel materiale permettono l’elevata assorbenza, mentre una membrana idrorepellente impedisce all’acqua di penetrare all’interno della fibra pur lasciando passare gli olii. La speciale carta sarà davvero preziosa per risolvere disastri ambientali come la fuoriuscita di greggio dalle petroliere.

fonte: focus.it

Sunflower remediation paper

Tuesday, March 18th, 2008

sunflower.jpgCarta fatta a mano ottenuta dal processo di pulizia del suolo contaminato della città di Detroit, Michigan. In un processo chiamato fitorimedio (“Phyto-remediation”), vengono coltivate delle piante (panico verga e girasoli) per estrarre dal suolo sostanze contaminanti, incluso il piombo. Al termine della stagione di coltura, il materiale proveniente dalle piante viene raccolto e trasformato in carta. I vari tipi di carta così prodotti contengono il 100% di panico verga, o l’80 -90% di materiale di piante (girasole) con il 10-20% di carta da ufficio proveniente dai rifiuti di post consumo (100% riciclata). Il colore e la consistenza della carta variano a seconda del contenuto. La carta è disponibile in fogli di due dimensioni: 12 x 15 cm (5 x 6 in) e 23 x 30 cm (9 x 12 in), in spessori variabili da 0,5 a 3 mm (0,02 – 0,1 in). Questa carta non proviene dagli alberi, è biodegradabile, non contiene VOC né cloro. Prodotta in collaborazione con un progetto di miglioramento del terreno portato avanti dalla scuola “Bunche Elementary School” di Detroit. Trova applicazione nel settore artistico, per il disegno grafico, stampa, finiture interne come carta da parati e lumi.

Composizione:
100% panico verga da fitorimedio / 80-90% girasoli da fitorimedio - 10-20% di carta riciclata post consumo

Possibili applicazioni:
Rivestimenti, allestimenti, carta da parati, display design per punti vendita, paralumi, finiture per interni, pittura, arti grafiche, packaging.

Riciclato:100% 100% panico verga da fitorimedio / 80-90% girasoli da fitorimedio - 10-20% di carta riciclata post consumo
Riciclabile al 100%

fonte: ecomind

Lyocell o Tencel®

Tuesday, March 18th, 2008

lyocell.jpg

foto: denisebirdwoventextiles

Si tratta di una fibra di cellulosa ottenuta con un processo di filatura in solvente organico. Il principio di base della sua produzione si basa sulla dissoluzione della cellulosa grezza in un solvente dell’ossido di ammina: la soluzione è poi filtrata, estrusa in bagno acquoso di ossido di ammina diluito e infine coagulata sottoforma di fibra.
Le caratteristiche principali sono l’ottima resistenza, la buona traspirabilità e l’assorbimento dell’umidità. Il tessuto di lyocell è resistente fino a 40 °C senza nessun problema; se esso si lava a 60 °C, tuttavia, si nota un restringimento del 5% circa.
Il processo di produzione è poco inquinante: anche i solventi utilizzati sono atossici, oltre ad essere completamente riciclabili. Tuttavia, sebbene il lyocell sia biodegradabile, se posto in una discarica non si decompone completamente. In ogni caso, da appositi studi, risulta che esso riesca a decomporsi in soli 8 giorni in determinati ambienti.
Per le sue caratteristiche peculiari la fibra lyocell è una materia prima per l’industria tessile (abbigliamento, tessuti tecnici, arredamento). Si usa anche per ottenere della carta con caratteristiche particolari, cuoio sintetico, prodotti per l’igiene, filtri, capi per la protezione dei lavoratori e addirittura sigarette con basso tenore di catrame.
Come le altre fibre derivanti dalla cellulosa (cotone, lino, ramiè, rayon) è caratterizzata da traspirabilità, morbidezza, potere assorbente, eccezionale potere coprente, resistenza all’abrasione ed è generalmente confortevole da indossare.

Presenta però alcune caratteristiche peculiari che rendono questa fibra particolarmente apprezzata e versatile:

- Eccellente resistenza ad umido
- Resistenza alla piega
- Fibrillazione durante i processi ad umido per produrre tessiture particolari
- Tingibilità molto versatile verso i colori vibranti, ottenendo una varietà di effetti e di disegni di tessitura
- Capacità di simulare la “mano” della seta o del cuoio
- Biodegradabilità
- Possibiltà di essere utilizzato con altre fibre (incluse lana, seta, rayon, cotone…)

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Lyocell is produced from cellulose, the main material in plant cells, and constitutes a new fibre for clothing, hygiene, medical and technical applications. The production process for Lyocell is extremely environmentally friendly – the fibre has all the advantages of a natural material and is 100% bio-degradable. Compared to cotton, the best known natural textile product, Lyocell requires wood as its raw material which is sustainable. Moreover Lyocell is a persuasive force with fibre and finished product properties similar to those of cotton and in some cases even superior.
Lyocell offers – thanks to concepts involving the sustainable management of raw materials – an environmentally compatible and thus interesting alternative for the future. Moreover the Lyocell fibre is considered to be the cleanest cellulose fibre.
Large manufacturers offer corresponding independent test certificates and tests.

fonte: wikipedia.org; tessileesalute.it; lyocelle.net (english only)
azienda: lenzing.com

Fibra di banano

Thursday, January 24th, 2008

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foto flickr

La pianta di banana è stata a lungo una sorgente a cui attingere estraendo da essa fibre tessili di alta qualità. In Giappone, la coltura della banana per realizzare tessuti risale almeno al tredicesimo secolo. I polloni (scarti) raccolti vengono ancora oggi in primo luogo bolliti in liscivia per preparare le fibre al filato. Questi tiri della banana producono fibre di diversi gradi di morbidezza, producendo filati e tessuti con qualità differenti per gli usi specifici. Per esempio, le fibre esterne dei tiri vengono utilizzate per tessuti come tovaglie, mentre le fibre più interne, più molli per tessuti pregiati quali il kimono.
La fibra della banana è usata anche nella produzione della carta (carta di banana). La carta di banana è estratta in due modi differenti: il primo proviene dalla corteccia della pianta della banana ed è pricipalmente usata per gli scopi artistici, nel secondo caso la carta realizzata viene estratta dalla fibra della banana, dal gambo e dai frutti non utilizzabili, ottenuti per mezzo un processo industriale.

Gli allievi dell’Univestità Statale di Rio de Janeiro, nel Brasile del sud-est, hanno istituito una micro azienda per sostituire i legni nobili utilizzati per la produzione di mobilio e dei rivestimenti proponendo un nuovo materiale, il bananaplac, realizzato partendo dal legno dell’albero di banana ed il compensato di pupunha, estratto delle palme.

fonte: wikipedia, anba.com.br

Kenaf

Thursday, January 24th, 2008

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foto flickr

Pianta erbacea del genere Hibiscus, le cui varietà Hibiscus cannabinus e Hibiscus subdariffa possono raggiungere un’altezza da 3 a 6 m, senza ramificazioni. Le sue fibre sono molto simili a quelle delle conifere, e perciò adatte alla produzione di paste per carta, sia meccaniche che chimiche. Le piantagioni sperimentali hanno evidenziato una produzione di 15-20 t/ha, con un ciclo di 130 giorni (contro le 7,7 t/ha per il pino e le 6 t/ha per il pioppo). La fibra di kenaf può essere utilizzata, oltre che per la produzione di carta, anche dall’industria tessile per cordami e sacchi; i semi danno circa il 20% di olio, di composizione simile a quella del cotone, e perciò utilizzabile nell’industria alimentare. Tra le piante da fibra in grado di fornire materia prima alternativa al legno per la produzione della carta, il kenaf è quella più promettente.
Essa ha un grado di purezza dalle impurità legnose e dalle pectine pari al 99% ed è estremamente apprezzata nella costruzione di materassini con fibre naturali termofissati per l’industria dell’Automotive e delle applicazioni tecniche.
Solo il 10% della fibra, cioè la parte più lunga e sottile, viene usata nel settore tessile producendo dapprima un filato con titolo metrico da 12.000 fino a 25.000, e successivamente tessuti sia per l’abbigliamento che per l’arredamento domestico.

Il kenaf utilizza nel suo sviluppo come materia prima l’anidride carbonica, concausa dell’effetto serra, e rilascia nell’ambiente durante il suo sviluppo una notevolissima quantità di ossigeno, elemento indispensabile alla nostra esistenza ed al nostro eco-sistema.

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Kenaf is extremely environmentally friendly with minimal requirements for agricultural chemicals. Kenaf is richer in cellulose than wood. The product potential for using kenaf seems unlimited. Kenaf gives manufacturers a choice between making products with traditional wood or using an annual crop base for fiber that does not endanger or deplete our forests and environment.
Fibers are used in two basic forms … whole stalk and separated/bast fiber and core portions. Whole stalks are generally shredded to make a variety of products, such as newsprint. The bast fiber and core are separated by chopping the stalk, which then goes through a unique separation process. Core and bast fibers are used in a wide range of products … interior car parts, absorbents to clean up oil spills, soil-less potting mixes, animal bedding and extruded composite lumber like K-Decking.

fonte: sapere.it; kenaf-industries.com
aziende produttrici: K.E.F.I. Spa (Italia); kenaf-industries (Texas)