Archive for the ‘fibre | fibers’ Category

Juta

Sunday, April 5th, 2009

juta

La juta (detta anche iuta o corcoro) è una fibra tessile naturale ricavata dalle piante del genere Corchorus, inserito nella famiglia delle Malvaceae.
Come per il lino e la canapa, la materia tessile per la produzione si ricava dal fusto della pianta.
Circa l’85% della produzione mondiale di juta è concentrata nel delta del Gange: i principali paesi produttori sono quindi Bangladesh e India, e in misura minore Cina, Thailandia, Myanmar, Pakistan, Nepal e Bhutan.
La juta è altamente igroscopica, di colore bianco, giallognolo o bruno. Le fibre sono ruvide e tenaci e il filato risulta anch’esso ruvido, rigido e molto resistente. La juta si può lavorare all’uncinetto da sola o mescolata con altri filati, per realizzare oggetti vari, come borse, cinture, cappelli o tappeti.

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Jute is a long, soft, shiny vegetable fiber that can be spun into coarse, strong threads. It is produced from plants in the genus Corchorus, family Tiliaceae. Jute is one of the cheapest natural fibres and is second only to cotton in amount produced and variety of uses. Jute fibres are composed primarily of the plant materials cellulose (major component of plant fibre) and lignin (major components wood fibre). It is thus a ligno-cellulosic fibre that is partially a textile fibre and partially wood. It falls into the bast fibre category (fibre collected from bast or skin of the plant) along with kenaf, industrial hemp, flax (linen), ramie, etc. The industrial term for jute fibre is raw jute. The fibres are off-white to brown, and 1–4 meters (3–12 feet) long.

Jute fibre is often called hessian; jute fabrics are also called hessian cloth and jute sacks are called gunny bags in some European countries. The fabric made from jute is popularly known as burlap in North America.

fonte | source: wikipedia.it; wikipedia.org

Isolamento in cotone | Cotton fiber insulation

Thursday, December 18th, 2008

pannelli_cotone
photo: ultratouch.net

UltraTouch è ottenuto da fibre naturali di alta qualità. Queste fibre contengono le qualità necessarie per l’alto assorbimento acustico e la massima performance termica. Installando UltraTouch, eviterete l’introduzione nei vostri appartamenti di sostanze inquinanti migliorando la qualità dell’ambiente e della vostra vita.

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UltraTouch is made from high quality natural fibers. These fibers contain inherent qualities that provide for extremely effective sound absorption and maximum thermal performance. By installing UltraTouch, you are making both your building and the environment a safer place to live, work, and enjoy.

ultratouch.jpg

- Does Not Itch and is very easy to handle and work with.
- Class-A Building Product that meets the highest ASTM testing standards for fire and smoke ratings, fungi resistance and corrosiveness.
- Contains 85% post-industrial recycled natural fibers.

Azienda | Company: Ultratouch (eng); Bonded Logic (eng)

Giacinto d’acqua

Wednesday, October 1st, 2008

giacinto.jpgIl giacinto d’acqua è una pianta acquatica dalla rapida crescita nativa del Sud America. È altamente invasivo trapiantato fuori dal suo ambiente naturale come in Nord America e in Australia dove ha già causato danni alla flora locale. Il giacinto d’acqua offre però interessanti vantaggi. In alcuni paesi le foglie di questa pianta vengono raccolte, essicate e annodate per creare mobili e complementi. Il giacinto d’acqua è di facile coltivazione, flessibile ma resistente e così può essere utilizzato facilmente nella fabbricazioni di mobili. Fra i paesi che esportano il giacinto d’acqua troviamo la Thailandia, il Vietnam e il Bali.

fonte: genitronsviluppo.com

Sikalindi®

Saturday, February 2nd, 2008

fico-dindia.jpgSikalindi® è un rivestimento decorativo costituito da fibre vegetali accoppiate ad un supporto multistrato, rifinito con resine colorate che ne esaltano la naturale bellezza. Le fibre naturali sono ottenute dalla lignificazione di una pianta mediterranea, il Fico d’India, tipico delle zone a temperatura mite, capace di prosperare anche in mancanza di acqua.Il materiale proviene dallo scarto della potatura delle piante di fico d’India che, invece di essere lasciato marcire sui muretti a secco - o per terra, dopo essere stato tagliuzzato in pezzi minuscoli viene impiegato per motivi industriali. Per rendere il materiale completamente naturale, può essere rifinito con vernici ecologiche all’acqua o resine naturali.

fonte: sikalindi.it
prodotto da: Faro Arredamenti Srl

L’agave (sisal)

Saturday, February 2nd, 2008

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L’Agave sisalana è una pianta succulenta della famiglia delle Agavaceae, originaria della penisola dello Yucatàn in Messico.
La fibra estratta dalle sue foglie (detta sisal) è utilizzata per la costruzione di corde, cesti, cappelli, tappeti e altri manufatti artigianali. Le foglie, dopo essere state battute con un maglio di legno, vengono distese su un asse inclinato e con una spatola manovrata a due manistrofinate vigorosamente per cacciar via la materia cellulare acquosa e lasciare le sole fibre. Queste poi, asciugate, si cardano e vengono vendute agli incettatori.
La Sisal in passato veniva importata grezza, in balle, dai porti messicani di Sisal e di Tampico perché la fibra estratta da quella pianta era particolarmente morbida e meglio si prestava ad essere lavorata. Le fibre si usavano per la fabbricazione di spaghi, gomene, cordami per uso industriale ed agricolo, ma anche per la produzione di tessuti grossolani, per sacchi, tappeti, amache, spazzole ed altro.
L’Agave è anche una pianta usata dai popoli del CentroAmerica come risorsa di cibo e fibra. Il suo succo è un dolcificante naturale con un elevato contenuto di fruttosio e numerose applicazioni per la salute.
Negli ultimi anni sono state sempre più apprezzate le moquette realizzate con fibra di cocco o sisal (fibra di agave), sopratutto per la loro biodegradabilità, resistenza e aspetto. Posate su l’intera superficie o come tappeti (pronti o confezionati su misura grazie ad un vasto assortimento di bordi disegnati o in tinta unita), costituiscono una pavimentazione ecologica alternativa.

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Sisal is an agave Agave sisalana that yields a stiff fiber traditionally used in making twine, rope and also dartboards. (The term may refer either to the plant or the fiber, depending on context.) It is has sometimes been incorrectly referred to as sisal hemp because hemp was for centuries a major source for fiber, so other fibers were sometimes named after it. Traditionally, sisal has been the leading material for agricultural twine  because of its strength, durability, ability to stretch, affinity for certain dyestuffs, and resistance to deterioration in saltwater. But the importance of this traditional use is diminishing with competition from polypropylene and the development of other haymaking techniques, while new higher-valued sisal products have been developed. Apart from ropes, twines and general cordage sisal is used in low-cost and specialty paper, dartboards, buffing cloth, filters, geotextiles, mattresses, carpets, handicrafts, wire rope cores and Macrame. In recent years sisal has been utilized as an environmentally friendly strengthening agent to replace asbestos and fiberglass in composite materials in various uses including the automobile industry. The lower grade fiber is processed by the paper industry because of its high content of cellulose and hemicelluloses. The medium grade fiber is used in the cordage industry for making: ropes, baler and binders twine. Ropes and twines are widely employed for marine, agricultural, and general industrial use. The higher-grade fiber after treatment is converted into yarns and used by the carpet industry.

fonte: wikipedia.it, prismaroma.com (ita); wikipedia.org (eng)

Kapok

Sunday, January 13th, 2008

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foto flickr

L’albero del kapok appartiene alla famiglia delle Bombacacee in cui nome scientifico è Ceiba pentandra.
Gli alberi sono alti in media 40 m, con foglie palmate, grandi fiori campanulati e capsule contenenti semi circondati da una fibra lanosa e giallastra costituita da lignina e cellulosa di aspetto simile all’ovatta di cotone.
Diversamente dal cotone, le fibre del kapok non possono essere filate perché sono corte, elastiche e fragili. La sua ovatta viene anche soprannominata “lana vegetale” o “seta vegetale”, il suo colore panna è ambrato, ed ha un aspetto setoso. Può essere lavata in acqua a circa 30°C, utilizzando detergente neutro, protetta in un sacco di tela. In questo caso, per il riutilizzo deve prima essere cardata, a mano o a macchina. Ogni fibrilla misura da 0.8 a 3 cm, forma piccoli tubi di aria foderati di cera, rendendola resistente, elastica, leggera e repellente all’acqua. Ha un potere di galleggiamento 5 volte maggiore del sughero e 8 volte più leggera del cotone. Le fibre, in virtù della loro leggerezza e delle ottime proprietà idrorepellenti, vengono ampiamente utilizzate come materiale per imbottiture e nella confezione di giubbotti di salvataggio e isolante termico ed acustico in celle frigorifere ed aeroplani. Ed anche i semi della pianta trovano la loro applicazione poichè contengono il cosiddetto olio di kapok, utilizzato nella produzione di sapone.
Non essendovi coltivazioni vere e proprie di Kapok, l’ovatta commercializzata, anche se non si può definire di origine “biologica” in quanto non è certificata da Organismi autorizzati, si può definire con certezza “naturale” al 100%.

centro di ricerca: gradozero.com

Luffa

Saturday, January 12th, 2008

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foto flickr

La Luffa è un genere di piante appartenente alla famiglia delle cucurbitacee. Il frutto ha un aspetto molto simile ad una zucchina, ma la pianta è rampicante come le zucche. E’ originaria dei paesi caldi come l’Indocina, l’Indonesia, le Antille francesi e l’Asia tropicale in genere ma è presente, sia allo stato spontaneo che coltivata, nelle regioni tropicali di quasi tutto il mondo; viene coltivata come pianta ornamentale, alimentare, officinale e da fibra. Oggi anche in Italia si sta sperimentando la coltivazione della Luffa, nelle regioni a clima caldo come la Sardegna e la Sicilia. ed è diventata oggetto di coltivazione perché in poco tempo è riuscita a imporsi con un proprio marchio di azienda biologica, realizzando una linea cosmetica, creazioni ornamentali e officinali e soprattutto utilizzata come Bio-spugna. La Luffa viene seminata verso la fine di marzo e la sua coltura richiede molta acqua, con irrigazioni frequenti e abbondanti. Con la maturazione, la polpa del frutto, si modifica e, da morbida e commestibile allo stadio giovanile, diventa all’interno fibrosa come un fitto reticolo, spugnosa ed elastica.

Usi:
La Luffa è stata sempre tradizionalmente utilizzata per la produzione di “spugne vegetali”, naturali, ipoallergeniche e biodegradabili, utili per l’igiene personale, soprattutto per la loro azione levigante della pelle.
Secondo lo studio Ue, la luffa, in combinazione con collanti naturali, e’ adatta per imbottiture (sedie, poltrone, utile per l’ industria automobilistica e ferroviaria), come materiale isolante termoacustico, per imballaggi o come substrato per colture idroponiche.
In particolare, nel settore automobilistico può essere utilizzata per realizzare sedili e poggiatesta. Per la sua biodegradabilità e anche perché non presenta fumi nocivi in caso di combustione, la Luffa, come isolante e materiale da imbottitura, garantisce, si legge nel documento Ue, “un indubbio vantaggio competitivo” rispetto ai prodotti tradizionali, realizzati in poliestere, lana di roccia, poliuretano e materiali analoghi, che presentano un forte impatto ambientale, soprattutto in relazione allo smaltimento al termine del loro ciclo vitale. L’ eco-compatibilità avvantaggia la luffa anche nel settore degli imballaggi, dove, a causa dei continui inasprimenti della normativa europea per promuovere la progressiva sostituzione dei prodotti inquinanti, generalmente a base di polistirolo, e’ aumentata la ricerca di materiali biodegradabili.

fonte: blogeko.it; bioidea.it