Archive for the ‘tecnologia | technology’ Category

YouTube, Live Green

Wednesday, April 22nd, 2009

La marca SunChips® in collaborazione con YouTube ha intrapreso un piano per sensibilizzare la gente al tema della sostenibilità. Si tratta della creazione di un canale chiamato “Live Green” che ospita i video interamente dedicati al tema del verde. I video suggeriscono alcune pratiche che possono contribuire ad uno stile di vita migliore.

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If you want to take steps towards an eco-friendly lifestyle, look no further. YouTube and SunChips® brand are teaming up to host a channel housing videos that are all about the green: greening your lifestyle, greening your community, and hopefully saving the planet in the process. Living green is easy if you know where to start. The videos here offer helpful tips about how to make small, meaningful changes to the way you live, how to reduce waste, and how to conserve energy, water and other precious resources.

fonte | source: YouTube (eng), SunChips.com (eng)

Pannello al fungo | Mushrooms foam insulations

Monday, February 23rd, 2009

fungo

Dalle spore di questo fungo - Pleurotus ostreatus - si può ricavare una materia prima fondamentale per la realizzazione di un pannello isolante totalmente ecocompatibile. Si tratta di un’idea del ventunenne americano Eben Bayer, studente presso il Rensselaer Polytechnic Institute. La sua “Greensulate formula” è composta di acqua, delle suddette spore, di farina e di perlite, un vetro vulcanico amorfo. Una soluzione che il giovane Eben spera entri presto a far parte della lista di prodotti ecocompatibili che sostituiranno i derivati del petrolio, visto anche il basso casto e la scarsa quantità di energia che richiederebbe la fabbricazione della sua invenzione.

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Materials ranging from hemp to recycled paper to used denim are all in use as alternatives to traditional fiberglass and foam building insulation. Now Eben Bayer, who will graduate from Rensselaer Polytechnic Institute on May 19th, has added another material to the mix: mushroom spores. According to CCNews, a dual major in mechanical engineering and product design and innovation, Bayer has developed an environmentally friendly organic insulation. The patented combination of water, flour, minerals, and mushroom spores could replace conventional foam insulations, which are expensive to produce and harmful to the environment.

fonte | source: blogeko.libero.it (ita); treehugger.com (eng)

BamGoo

Sunday, December 28th, 2008

Un’automobile fatta con il bambù è uno dei vari prototipi di auto ecologica e sostenibile che si stanno sperimentando, in questo caso in Giappone all’Università di Kyoto.
Ovviamente l’auto non può essere interamente di bambù, fibra vegetale flessibile e abbastanza resistente da essere usata in molti modi (arredamento, tessuti, parti di prodotti elettronici normalmente di plastica, etc), ma questo prototipo dalle forme curiose perlomeno ricorda come si può fare a meno di plastica e altri materiali sintetici più spesso di quanto si possa pensare.
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Bamboo is a great sustainable fiber which can be used for just about anything. We’re talking about underwear, laptops, car door interiors, and car exterior body panels… okay, wait just a darn minute here. If the above video of the “BamGoo” car designed from the students at Kyoto University is anything of what we can expect to see from a bamboo reinforced vehicle exterior.
Currently, researchers are looking at hemp, bamboo, and coconut fiber as the core structural component of interior grade plastics. However, presenting such sustainable fibers on the exterior shell of a vehicle will be but a few years into the future. There are a lot of cool ideas on the table (such as using glass), but safety remains the primary obstacle when considering such innovative design possibilities.

fonte: ecoblog.it (solo in italiano - only italian); treehugger.com (solo in inglese - only english)

Super carta

Thursday, October 23rd, 2008

supercarta.jpg

Un nuovo tipo di carta più resistente della ghisa potrebbe presto rivoluzionare molti aspetti della vita quotidiana. Il supermateriale è stata realizzato nei laboratori dello Swedish Royal Institute of Technology di Stoccolma a partire da comune cellulosa. Nei normali processi industriali questa sostanza viene estratta dal legno con trattamenti meccanici che ne danneggiano irrimediabilmente le fibre, conferendo alla carta le sue ben tradizionali caratteristiche.
Lars Belgrund e i suoi colleghi hanno risolto questo problema eliminando ogni “maltrattamento” della cellulosa dal processo produttivo: il legno viene sottoposto all’azione chimica di enzimi e all’azione meccanica di particolari batteri che scompongono le fibre senza danneggiarle. In questo modo si ottengono fibre perfettamente integre sospese in acqua, che una volta disidratate si aggregano spontaneamente tra loro dando vita a superfici di “nanocarta” ultra resistente.
La resistenza della supercarta è dovuta alle caratteristiche dinamiche dei legami che si instaurano tra le nanofibre: pur essendo unite saldamente tra loro sono libere di scivolare l’una sopra l’altra così da dissipare tensioni e stress meccanici. Secondo Belgrund questo materiale potrà essere utilizzato con successo in numerosi ambiti: sia come materiale di rinforzo per applicazioni civili e industriali sia come base per la realizzazione di tessuti biocompatibili e protesi.
E se la Svezia è all’avanguardia nella ricerca cartiera, gli Stati Uniti non stanno a guardare: un team di ricercatori del MIT ha messo a punto un nuovo materiale in nanofibra che, pur avendo le sembianze della comune carta, ha una straordinaria capacità di assorbire olii e combustibili dispersi in acqua. Un kg di questa speciale carta assorbe infatti fino a 20 kg di petrolio, può essere riciclata e consente di recuperare ciò che ha assorbito. Questo materiale è ottenuto da un mix di nanofibre derivate dal potassio, capaci di assorbire selettivamente i liquidi idrorepellenti, come gli idrocarburi, dispersi nell’acqua. La carta superassorbente viene prodotta con un processo del tutto simile a quello utilizzato per la carta comune: le nanofibre vengono assemblate in acqua e poi disidratate. I micropori presenti nel materiale permettono l’elevata assorbenza, mentre una membrana idrorepellente impedisce all’acqua di penetrare all’interno della fibra pur lasciando passare gli olii. La speciale carta sarà davvero preziosa per risolvere disastri ambientali come la fuoriuscita di greggio dalle petroliere.

fonte: focus.it

Energia liquida | Liquid energy paint

Saturday, September 6th, 2008

bleinder1.jpg

Un pannello solare liquido, spalmabile come una vernice. Ecco la straordinaria invenzione nata in Italia, frutto del lavoro di un team di ricercatori che operano nell’ambito dell’Istituto per lo studio dei materiali nano-strutturati del CNR di bologna e commercializzata dall’austriaca Bleiner AG.

L’idea di creare una vernice capace di trasformare in energia la luce del sole, operando come un vero e proprio pannello solare, non è nuova: decine di università ed aziende in tutto il mondo hanno provato e stanno cercando di realizzarla.
“Ma a riuscirci” spiega Thomas Bleiner, presidente dell’azienda “siamo stati noi per primi. Si tratta dell’esito di una serie di studi compiuti da un gruppo capeggiato da Fabio Cappelli, Antonio Maroscia e Stefano Segato, che mette l’Italia all’avanguardia nel settore”.
PhotonInsideTM, questo il nome del prodotto brevettato, è una vera e propria vernice, “diversa da tutti gli altri prodotti simili. Non ha bisogno di nessun supporto: può essere applicata direttamente sulla superficie e spalmata anche più volte mano a mano che si degrada”.

I vantaggi di PhotonInsideTM rispetto ai prodotti fotovoltaici tradizionali sembrano enormi: nessun impatto architettonico o ambientale, resistenza agli agenti atmosferici, nessun rischio di furto, possibilità di essere applicata su grandi superfici di tutti i tipi. “Persino su un vetro! Questo permette di avere un grande rendimento: con 50 metri quadrati si realizzano 3 KW, ma visto che si possono facilmente trattare superfici enormi si ricavano anche grandi quantità di energia”.
I costi, rispetto al fotovoltaico tradizionale, sono dimezzati: per un utilizzatore tipico (una famiglia) o una palazzina di tre piani suddivisa in 6 appartamenti, ciascuno con un contratto da circa 3 KW, si dovranno verniciare 288 metri quadrati do tetto e/o facciata per soddisfare la domanda energetica, con una spesa totale di 59.400 euro.

Ma quali sono gli impieghi possibili per PhotonInsideTM?
“Tutti quei settori dove è condizione fondamentale la leggerezza (nautico, aerospaziale, automotive), poi l’edilizia” dice Bleiner. La prima comparsa sul mercato avverrà proprio in campo navale. Pannelli solari verranno verniciati su yatch, che li sfrutteranno per alimentare le apparecchiature di bordo e il motore in caso di emergenza.

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PhotonInsideTM is a new solar paint that converts light to energy.
The technology follows the principles of solar power but our innovation is to have it in a liquid paint format, avoiding the need for panels and thin films.
The PhotonInsideTM paint is totally liquid, it doesn’t need any base support and can be directly applied on any kind of surface. PhotonInsideTM is a multilayer photovoltaic paint compound which includes an electrode layer and a counter-electrode layer.
Each of these two layers is connected to the inverter.
The electric circuit is the same as those already used for traditional photovoltaic panels and it doesn’t need silicon.

fonte | source: Il Mondo, n.35 del 29 agosto 2008 (ita); photoninside.com (eng)
azienda | company: Bleiner

Adesivo di cozza | Mussel glue

Thursday, August 28th, 2008

cozze.jpg

Le cozze producono la colla perfetta: un adesivo che consente loro di aderire persino su superfici lisce come lo specchio. Anche in ambienti umidi, laddove gli altri adesivi sono inefficaci, il secreto dei mitili garantisce un’adesione sicura. È pertanto la soluzione ideale per applicazioni mediche come la cura di ferite o fratture ossee. I ricercatori del “Fraunhofer-Institut für Fertigungstechnikund Angewandte Materialforschung” (IFAM – istituto di ricerca per la tecnica di produzione e ricerca applicata sul materiale) di Brema stanno cercando di riprodurre in laboratorio questo prodotto naturale, spianando così la strada per la produzione industriale. L’IFAM è il principale istituto di ricerca e sviluppo indipendente in Europa nel settore della tecnica d’incollaggio industriale. Offre ad ingegneri e tecnici di tutta l’Europa un innovativo programma di qualificazione nel campo della tecnica dell’incollaggio.

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Scientists have derived a new glue from a natural adhesive made by rock-clinging mollusks. It could provide an environmentally friendly alternative to current wood-binding materials.

Kaichang Li from Oregon State University became interested in the idea during a trip to the beach.
“I was amazed at the ability of these small mollusks to attach themselves so strongly to rocks,” Li said. “Thinking about it, I didn’t know of any other type of adhesive that could work this well in water and withstand so much force.”

Mussels endure battering waves and can hitch rides on the hulls of ships, becoming an invasive threat to local ecologies.
This is not the first time researchers have been attracted to the sticky power of mussels. But Li has made a real and potentially commercial glue from his research. The secret to the mussels’ staying power is tiny threads, called byssus. These tentacles, which can reach more than two inches in length, are made of a protein with a high level of stuff called phenolic hydroxyls.

fonte | source: tecnologiaindustriale.it, comunicato stampa (pdf); livescience.com (eng)

Tecnologia Oled

Sunday, June 8th, 2008

oled-cell.gifOLED è l’acronimo di Organic Light Emitting Diode ovvero diodo organico ad emissione di luce.
Tecnologia che permette di realizzare display a colori con la capacità di emettere luce propria: a differenza dei display a cristalli liquidi, i display OLED non richiedono componenti aggiuntivi per essere illuminati (i display a cristalli liquidi vengono illuminati da una fonte di luce esterna), ma producono luce propria; questo permette di realizzare display molto più sottili e addirittura pieghevoli e arrotolabili, e che richiedono minori quantità di energia per funzionare.
A causa della natura monopolare degli strati di materiale organico, i display OLED conducono corrente solo in una direzione, comportandosi quindi in modo analogo a un diodo; di qui il nome di O-LED, per similitudine coi LED.

La tecnologia OLED ha grandi vantaggi, come la bassa tensione di alimentazione, l’ottimo contrasto, la brillantezza dei colori, un angolo di visuale di 180 gradi e la possibilità di essere pilotati alle frequenze necessarie per un video.. Possono essere pilotati sia in matrice attiva sia in matrice passiva; quest’ultima, semplice e di basso costo, è efficacemente utilizzabile in pannelli alfanumerici a basso contenuto di informazione.
Per avere qualche raffronto tecnico, basti pensare che a parità di diagonale, un televisore OLED è in grado di consumare circa il 40% in meno rispetto ad un LCD, mentre, per quanti riguarda l’ingombro, lo spessore scende del 50%, perché non necessitano di retroilluminazione come i display a cristalli liquidi. In teoria, inoltre, tutti i prossimi OLED saranno 1080p nativi con un rapporto di contrasto pari a 1.000.000:1.
Da ciò si può dedurre che questa tecnologia sarà, inevitabilmente, la naturale evoluzione degli schermi al plasma ed LCD.

fonte: wikipedia.it; levysoft.it; sony.it;