Glossario | Index

Atmosfera: La parola atmosfera (dal greco ατμός “vapore” e σφαίρα “sfera”) designa l’involucro gassoso che avvolge un pianeta o in generale un corpo celeste, le cui molecole sono trattenute dalla forza di gravità del pianeta stesso.
Tra tutti i pianeti del Sistema Solare la Terra è l’unico a possedere un’atmosfera ricca di ossigeno e di azoto, elementi fondamentali per consentire la presenza della vita in tutte le sue forme, animali e vegetali (almeno come la concepiamo noi). L’atmosfera svolge anche un ruolo essenziale per garantire la protezione della vita: essa costituisce infatti uno schermo estremamente efficiente per assorbire le radiazioni ultraviolette e per il flusso di particelle provenienti dal Sole, che altrimenti la distruggerebbero quasi immediatamente.
L’atmosfera protegge inoltre la superficie terrestre dall’impatto delle meteoriti che, a eccezione di alcune di dimensioni particolarmente rilevanti, si disintegrano per l’attrito con gli strati superiori. Svolge anche un ruolo molto rilevante nella definizione della morfologia della superficie terrestre: i moti, i fenomeni meteorologici, le reazioni chimiche che hanno luogo nella bassa atmosfera costituiscono una delle cause più importanti delle continue trasformazioni della litosfera e della idrosfera. L’atmosfera interviene infatti in modo quasi esclusivo nei processi di erosione e di sedimentazione oltreché nel ciclo dell’acqua.
La Terra ha una atmosfera complessa e divisa in più strati, che in ordine di altezza sono: Troposfera, Stratosfera, Mesosfera, ionosfera, Esosfera; la sua composizione chimica media al suolo è la seguente:
- Azoto (N2): 78,08%
- Ossigeno (O2): 20,95%
- Argon (Ar): 0.93%
- Vapore acqueo (H2O): 0,33% in media (variabile da circa 0% a 5-6%)
- Anidride carbonica (CO2): 0,032% (320 ppm)
- Neon (Ne): 0,00181% (18 ppm)
- Elio (He): 0,0005% (5 ppm)
- Metano (CH4): 0,0002% (2 ppm)
- Idrogeno (H2): 0,00005% (0,5 ppm)
- Kripton (Kr): 0,000011% (0,11 ppm)
- Xeno (Xe): 0,000008% (0,08 ppm)
- Ozono (O3): 0,000004% (0,04 ppm)

Biocompatibile: Termine composto dal prefisso bio- (dal greco βιοσ, “vita, essere vivente”) e dalla parola compatibilità, derivante dal latino cum patior (letteralmente “partecipare a”) traducibile con l’espressione “essere in sintonia con”; Un prodotto biocompatibile si riferisce a materiali naturali o comunque quasi completamente biodegradabili in un tempo ragionevole, che non arrecano durante tutto il loro ciclo di vita danni all’ambiente o agli individui che lo utilizzano.

Biomassa: Si definisce biomassa qualsiasi sostanza di matrice organica, vegetale o animale, destinata a fini energetici o alla produzione di ammendante agricolo, e rappresenta una sofisticata forma di accumulo dell’energia solare.
La brevità del periodo di ripristino fa si che le biomasse rientrino tra le fonti energetiche rinnovabili, in quanto il tempo di sfruttamento della sostanza è paragonabile a quello di rigenerazione. Poiché nel concetto di rinnovabilità di una fonte energetica è insita anche la sostenibilità ambientale, sarà necessario che le biomasse, con particolare riferimento a quelle di origine forestale, provengano da pratiche aventi impatto ambientale trascurabile o nullo (es. le operazioni di manutenzione boschiva).
Non sono invece considerati biomasse alcuni materiali, pur appartenenti alla chimica organica (come le materie plastiche e i materiali fossili), perchè non rientrano nel concetto con cui si intendono i materiali organici qui presi in considerazione.
Quando si bruciano le biomasse (ad esempio la legna), estraendone l’energia immagazzinata nei componenti chimici, l’ossigeno presente nell’atmosfera si combina con il carbonio delle piante e produce, tra l’altro, anidride carbonica, uno dei principali gas responsabile dell’effetto serra. Tuttavia, la stessa quantità di anidride carbonica viene assorbita dall’atmosfera durante la crescita delle biomasse. Il processo è ciclico.
Fino a quando le biomasse bruciate sono rimpiazzate con nuove biomasse, l’immissione netta di anidride carbonica nell’atmosfera è nulla.
La Biomassa utilizzabile ai fini energetici consiste in tutti quei materiali organici che possono essere utilizzati direttamente come combustibili ovvero trasformati in combustibili solidi, liquidi o gassosi.
Sono quindi biomasse, oltre alle essenze coltivate espressamente per scopi energetici, tutti i prodotti delle coltivazioni agricole e della forestazione, compresi i residui delle lavorazioni agricole e della silvicoltura, gli scarti dei prodotti agro-alimentari destinati all’alimentazione umana o alla zootecnia, i residui, non trattati chimicamente, dell’industria della lavorazione del legno e della carta, tutti i prodotti organici derivanti dall’attività biologica degli animali e dell’uomo, come quelli contenuti nei rifiuti urbani (la “frazione organica” dei Rifiuti).

Bioplastiche: La bioplastica è un tipo di plastica biodegradabile in quanto derivante da materie prime vegetali non inquinanti, Il tempo di decomposizione è di qualche mese in compostaggio contro i 1000 richiesti dalle materie plastiche. Le plastiche bio attualmente sul mercato sono composte di amidi o loro derivati e, oltre ad essere organici col vantaggio della biodegradabiità, hanno il pregio di non rendere sterile il terreno sul quale vengono depositati. Ciò consente di ricavare concime fertilizzante dai contenitori bio e di impiegarli in pellicole per l’agricoltura e per le serre. Ad oggi tali tessuti sintetici sono prevalentemente in polietilene, difficilmente riciclabili quando si considera che sulla superficie interna delle serre (o esterna se vengono utilizzati per coprire terreni) si accumulano diserbanti e fertilizzanti che devono essere ripuliti ed eliminati. Col materiale bio invece la pellicola è lasciata a decomporsi naturalmente sul terreno o sulla serra (se non viene più coltivata).

Biosfera: E’ il termine usato per gli esseri viventi del pianeta che rispondono alle 7 caratteristiche della vita: si muovono, si nutrono, respirano, producono secrezioni, crescono, si riproducono e reagiscono agli stimoli. Rappresenta l’insieme degli organismi viventi e delle loro interazioni.

Compost/compostaggio: Il compost, detto anche terricciato o composta, è il risultato della decomposizione e dell’umificazione di un misto di materie organiche (come ad esempio residui di potatura, scarti di cucina, letame, liquame o i rifiuti del giardinaggio come foglie ed erba sfalciata) da parte di macro e microrganismi in condizioni particolari: in particolare presenza di ossigeno ed equilibrio tra gli elementi chimici della materia coinvolta nella trasformazione.
Il processo, detto compostaggio, è controllato ed accelerato dall’uomo. Tra i macrorganismi si annoverano insetti, lombrichi e funghi.
Il compost può essere utilizzato come fertilizzante su prati o prima dell’aratura. Il suo utilizzo, con l’apporto di sostanza organica migliora la struttura del suolo e la biodisponibilità di elementi nutritivi (azoto). Come attivatore biologico aumenta inoltre la biodiversità della microflora nel suolo.
Si tratta di un “processo aerobico di decomposizione biologica della sostanza organica che avviene in condizioni controllate (Keener et al., 1993) che permette di ottenere un prodotto biologicamente stabile in cui la componente organica presenta un elevato grado di evoluzione”; la ricchezza in humus, in flora microbica attiva e in microelementi fa del compost un ottimo prodotto, adatto ai più svariati impieghi agronomici, dal florovivaismo alle colture praticate in pieno campo.
Il processo di compostaggio si compone essenzialmente in due fasi:
- bio-ossidazione, nella quale si ha l’igienizzazione della massa: è questa la fase attiva (nota anche come high rate, active composting time), caratterizzata da intensi processi di degradazione delle componenti organiche più facilmente degradabili
- maturazione, durante la quale il prodotto si stabilizza arricchendosi di molecole umiche: si tratta della fase di cura (nota come curing phase), caratterizzata da processi di trasformazione della sostanza organica la cui massima espressione è la formazione di sostanze umiche.
Il compostaggio è dunque un sistema di gestione dei rifiuti nel quale rifiuti organici biologicamente degradati vengono convertiti in prodotti organici relativamente stabili e biossido di carbonio (CO2). Questi prodotti sono assorbiti dalla natura e il ciclo del carbonio è chiuso in quanto la CO2 prodotta viene incorporata nel naturale ciclo di vita. Una volta che un prodotto arriva a fine vita entra in una categoria residua e viene buttato. Quando questo residuo viene recuperato dalla natura attraverso la biodegradazione, il ciclo è completo e si ritorna al processo nuovamente.
Le condizioni chimiche, biologiche e fisiche del processo di compostaggio sono sostanzialmente diverse da quelle che si incontrano nell’ambiente acquatico e al suolo. Queste differenze sono importanti in quanto il compost può influenzare il processo di degradazione della plastica con dinamiche non prevedibili dai risultati dei test in ambiente acquatico e al suolo. Di conseguenza il prodotto finale del compostaggio indica la biodegradabilità della plastica più di ogni altro metodo.

Ecolabel: Sistema comunitario volontario di assegnazione di un marchio di qualità ecologica istituito nel 1992 con lo scopo di promuovere presso i fabbricanti dei prodotti la concezione e la produzione di manufatti a basso impatto ambientale sull’ambiente e contemporaneamente fornire ai consumatori una informazione migliore sulle prestazioni ecologiche dei prodotti in commercio.

Ecosistema: Sistema complesso costituito da piante, animali, funghi e microrganismi, dall’ambiente in cui vivono e dalle loro mutue interazioni. Gli ecosistemi non hanno confini ben definiti. A seconda del tipo di analisi da effettuare si possono considerare ecosistemi un singolo lago, un bacino acquifero, un’intera regione, ecc.

Emas: Sistema di certificazione della gestione ad indirizzo ambientale delle imprese europee, istituito dalla CEE nel 2001 con lo scopo di incentivare il miglioramento continuo delle prestazioni ambientali delle imprese stesse.

Fitorimedio: E’ una disciplina che si occupa dell’uso delle piante per bonificare l’ambiente. Comprende la rimozione sia di inquinanti organici (es. pesticidi) che di metalli pesanti. Nel caso di inquinanti organici si utilizzano piante in grado di tollerarli, assorbirli, metabolizzarli e renderli meno tossici. I metalli pesanti non sono biodegradabili quindi le piante possono eliminarli assorbendoli dal terreno e dalle acque contaminate. Il fitorimedio è applicabile per la bonifica di aree industriali dismesse, la rivegetazione di cave, discariche, siti dove siano avvenuti episodi di inquinamento acuto (es. fuoriuscita di solventi da autobotti), aree golenali inquinate.

Geosfera: Con il termine geosfera si indica generalmente l’insieme dei substrati geologici, indica i suoli, i sottosuoli, i sedimenti e gli strati rocciosi della crosta terrestre. E’ formata dai componenti inorganici e geologici della terra come minerali, rocce e pietre, il mare e l’acqua dolce.
Litosfera = comprende i materiali allo stato solido
Atmosfera = comprende i materiali allo stato aeriforme
Idrosfera = comprende i materiali in fase liquida

Inquinamento indoor: Inquinamento atmosferico in ambienti confinati civili o industriali. L’analisi dell’aria presente in un ambiente interno permette di individuare un gran numero di sostanze inquinanti; alcune sono prodotte dal metabolismo umano, altre in seguito all’utilizzo di apparecchi di combustione. L’inquinamento può anche essere generato dagli arredi costituiti da truciolato compresso e dall’impiego di detergenti, vernici, colle e diluenti.

LCA: La valutazione del ciclo di vita di un prodotto è una metodologia che permette di effettuare uno studio completo sugli impatti ambientali del prodotto stesso considerandone tutto il ciclo di vita “dalla culla alla tomba”, comprendendo quindi l’estrazione e la lavorazione delle materie prime, la fase di fabbricazione del prodotto, il trasporto e la distribuzione, l’utilizzo e l’eventuale riutilizzo del prodotto o delle sue parti, la raccolta, lo stoccaggio, il recupero e lo smaltimento finale dei relativi rifiuti.
L’LCA può risultare utile per le imprese come strumento per:
-identificare le opportunità di miglioramento, dal punto di vista ambientale, di un particolare ciclo produttivo di un prodotto, contribuendo anche all’ottimizzazione dell’uso delle risorse;
-supportare delle decisioni, nell’industria ma anche nelle organizzazioni governative e non governative, di pianificazione strategica, progettazione o riprogettazione di prodotti o di processi;
-scegliere degli indicatori ambientali;
-commercializzare un prodotto mediante una dichiarazione ambientale, un sistema di etichettatura ambientale, o un’asserzione ambientale auto-dichiarata dallo stesso produttore, con conseguenze positive in termini di immagine, quote di mercato, relazioni con le istituzioni, ecc.

La metodologia LCA si articola in quattro fasi principali:
-la definizione dell’obiettivo e del campo di applicazione dello studio di LCA;
-la compilazione di un inventario completo dei flussi in ingresso (materiali, energia, risorse naturali) ed in uscita (emissioni, rifiuti, ecc.) del sistema definito;
-la valutazione dei potenziali impatti ambientali associati a questi flussi e della loro significatività;
-l’analisi dei risultati delle due fasi precedenti e la definizione delle possibili linee di intervento.

Silvicoltura: Parte delle scienze forestali relativa all’impianto, alla conservazione ed allo sfruttamento del patrimonio boschivo.

Sociosfera: Con questo termine viene indicato il complesso delle attività umane nell’ambiente considerato in prospettiva globale. Ovvero l’uomo nell’ambito della natura e del nostro corpo fisico, l’uomo e le sue attività antropiche e l’uomo e la sua salute.

Sviluppo Sostenibile: Concetto introdotto ufficialmente nel 1987 dalla Commissione Mondiale sull’Ambiente e lo Sviluppo (WCED), conosciuta come Commissione Brundtland. Sebbene esistano molte definizioni di “sviluppo sostenibile”, quelle più note ufficialmente e riconosciute a livello internazionale sono due:
- “Lo sviluppo che soddisfa i bisogni delle persone esistenti senza compromettere la capacità delle future generazioni di soddisfare i loro bisogni” (Conferenza di Rio).
- “Il soddisfacimento della qualità della vita mantenendosi entro i limiti della capacità di carico (carrying capacity) degli ecosistemi che ci sostengono” (Programma Ambiente dell’Onu (Unep), World Conservation Union (IUCN) e Fondo Mondiale per la Natura (WWF), 1991).
L’obiettivo è di mantenere uno sviluppo economico compatibile con l’equità sociale e gli ecosistemi, operante quindi in regime di equilibrio ambientale.

Tecnosfera: E’ determinata dai componenti e dai materiali sintetici e compositi formati dall’intervento umano nel riordinamento e nella combinazione di componenti e materiali della biosfera, della geosfera e dell’atmosfera. I materiali della tecnosfera (ad esempio i polimeri sintetici come le plastiche) non possono rientrare nella biosfera con un semplice processo di biodegradazione.

Fonti:
Polimerica.it
Wikipedia
minerva.unito.it
Compost.it
rinnovabili.it
ecoserver.it
progettolinfa.it
crsoft.it
Alastair Fuad-Luke, Eco-Design, progetti per un futuro sostenibile, Logos,Modena, 2003